Osteopatia

24 Dicembre 2018

L’Osteopatia è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una medicina basata sul contatto primario manuale in fase di diagnosi e trattamento.

Obiettivo primario e modalità

Il compito dell’osteopata è ripristinare il processo di autoguarigione naturalmente presente nel corpo e ciò è possibile individuando e correggendo i disequilibri riscontrati al momento del consulto.

Per ottenere questo risultato, il paziente viene considerato come unità di corpo, mente e spirito; vengono quindi presi in considerazione non solo elementi biomeccanici, fasciali e viscerali, ma anche fattori ambientali, psicologici e metabolici che possono facilmente intaccare il sistema dell’individuo.

Il trattamento consiste in una esperta manipolazione dell’apparato muscolo-scheletrico, fasciale e viscerale associato ad uno studio globale del paziente. Da qui, possono inoltre derivare consigli sulla gestione del dolore o il suggerimento di ricorrere ad altre figure sanitarie come medici e fisioterapisti per approfondire il caso o ottimizzarne il trattamento.

Problematiche trattate

L’Osteopatia gode di un frequente utilizzo in caso di dolori acuti/cronici o problemi di varia eziologia.

Ecco alcuni esempi:

  • Dolori cronici muscolo-scheletrici e/o articolari (cervicalgia, lombalgia, pubalgia, gomito del golfista…)
  • Dolori post-traumatici (derivanti da whiplash injury noto come colpo di frusta o distorsioni…)
  • Disordini circolatori (congestione venosa, caldane…)
  • Disordini gastro-enterici (reflusso, gastriti e coliti ricorrenti, ernia iatale, stipsi…)
  • Disordini neurologici periferici (cervico-brachialgie, ernie, protrusioni, sciatalgia…)
  • Cefalee
  • Disturbi del sonno
  • Alterazioni posturali

Campi di utilizzo

Il trattamento osteopatico, grazie alla varietà degli approcci manuali che lo caratterizzano, può essere svolto su pazienti di qualunque età a partire dal neonato (per torcicollo congenito, plagiocefalia, difficoltà di suzione, reflusso, otiti, coliche intestinali) fino all’anziano (per migliorare la funzionalità viscerale ed articolare).

Inoltre, vi si può ricorrere in ambito sportivo (per migliorare la performance, prevenire infortuni e ottimizzarne il recupero affiancandosi ad un fisioterapista) e gestazionale/post-partum (a partire dal 3° mese si può infatti lavorare sulla postura della madre per prevenire dolori muscolo-scheletrici ed in preparazione al parto, successivamente sulle tensioni post-parto).

Limiti

Non può intervenire in caso di lesioni anatomiche o nelle urgenze mediche. In caso di perdita della funzionalità dovuta a patologie ortopediche/neurologiche, non permette il recupero ma può solo essere di supporto nella gestione del problema. Allo stesso modo, in problematiche degenerative quali artrosi ed osteoporosi è utile in fase di gestione e miglioramento dei sintomi derivanti da queste malattie.

Collaborazione con altre figure mediche

“Le sinergie tra Osteopatia ed altre figure professionali sanitarie hanno spesso permesso di ridurre tempi e costi relativi al trattamento di affezioni e disagi che, a volte, non trovano risposte soddisfacenti da altri mezzi terapeutici. E’ da sottolineare come la raccolta delle informazioni inerenti la storia funzionale e clinica del paziente non miri ad una conclusione diagnostica, di naturale pertinenza medica, bensì all’esclusione di aspetti patologici che costituiscano controindicazione al trattamento osteopatico.”  Registro degli Osteopati d’Italia (R.O.I.)

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