27 Novembre 2019

Spesso se ne parla, ma che cosa è precisamente la sordità?

L’ipoacusia o sordità è l’incapacità di udire bene come le persone che hanno un udito normale.

E’ una problematica molto diffusa e con un impatto notevole nella società oltre che sul singolo individuo; nel mondo ben 360 milioni di persone (il  5% della popolazione mondiale) soffrono di ipoacusia disabilitante.

La sordità tuttavia si suddivide in diversi gradi: da ipoacusia LIEVE in cui si perdono i rumori “leggeri”, a MEDIA in cui compaiono distorsioni sonore, a GRAVE quando la voce si sente solo da molto vicino, fino a PROFONDA in cui la voce di conversazione non viene più percepita.

L’ipoacusia può inoltre interessare le alte frequenze o estendersi alle basse.

Con il peggioramento uditivo il soggetto sente, ma non capisce, è necessario parlargli più lentamente, gli manca la concentrazione a lungo termine e l’attenzione uditiva, rallentano i tempi di reazione allo stimolo.

Aumenta l’instabilità, la tendenza a cadere e ciò crea ansia ed  insicurezza; i disturbi uditivi si ripercuotono nella vita di relazione, non si riesce a dialogare, subentrano l’isolamento, la bassa autostima, la tendenza alla depressione, la solitudine ed il decadimento cognitivo per la deprivazione di stimoli e la riduzione di interazioni sociali, la sordità rende l’anziano più fragile, favorendo il deperimento fisico, ne diminuisce l’indipendenza,  aumenta la fatica nell’ascolto e mentale ed il rischio di mortalità dopo i 75 anni.

Per evitare le conseguenze della sordità è importante curarla, correggendola e riabilitandola, per migliorare la qualità di vita, la comprensione, l’attenzione uditiva e la memoria; bisogna trattare precocemente le difficoltà di ascolto con l’inizio dei disturbi senza attendere anni da quando questi insorgono proprio per impedire al processo con gli effetti negativi della deprivazione uditiva di instaurarsi.

Con il nuovo anno Fondazione ATM aprirà lo screening audiologico rivolto a tutti i soggetti di sesso maschile con età compresa tra i 55 ed i 75 anni.

Le persone interessate potranno prenotarsi e riceveranno un questionario autovalutativo ed inerente la propria anamnesi da portare compilato il giorno della visita.

Durante lo screening ci sarà un colloquio  con il medico specialista Audiologo, che procederà quindi con l’otoscopia, la rimozione di eventuale cerume occludente e svolgerà l’esame audiometrico tonale per controllare l’udito ed individuare eventuali deficit uditivi ed il loro impatto, oltre a fornire informazioni per la prevenzione dei disturbi uditivi.

Prenota la tua visita cliccando QUI.

Scarica il questionario anamnestico autovalutativo da portare compilato il giorno della visita, clicca QUI per il download.

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27 Novembre 2019

La Fondazione ATM, sempre molto attenta alla prevenzione quest’anno vuole offrire uno screening gratuito per le donne, riguardante la prevenzione del  carcinoma mammario.

Lo screening riguarderà 500 donne, senza limiti di età, che prenoteranno la visita dal 7/01/2020 al 30/01/2020 fino ad esaurimento posti.

La visita sarà così articolata:

  • Anamnesi;
  • Visita Senologica;
  • Ecografia mammaria.

Che cos’è la visita senologica?

La visita senologica è un esame completo del seno, del tutto indolore ed eseguito senza l’impiego di strumentazioni, che viene eseguito da un medico senologo in caso di presenza di noduli, secrezioni dal capezzolo, stati infiammatori e/o dolorosi che interessano una o entrambe le mammelle.

A cosa serve la visita senologica?

L’obiettivo della visita senologica è individuare – o escludere – la presenza di una patologia che interessa il seno. Alla visita senologica vengono anche sottoposte tutte le pazienti con patologie del seno già note per monitorare il decorso delle patologie stesse.

Come si svolge la visita senologica?

Nella prima parte della visita il medico sottoporrà diverse domande alla paziente con l’obiettivo di raccogliere quante più informazioni possibili sulla sua storia clinica e sulle sue abitudini (anamnesi), e quindi su alimentazione, vizio del fumo, consumo di alcol, livello di attività fisica e di sedentarietà, eventuali patologie a carico, eventuale presenza di casi di tumore del seno in famiglia, età del primo ciclo mestruale e/o dell’inizio della menopausa, gravidanze, terapie ormonali eventualmente seguite, assunzione di farmaci. In questa prima fase della visita il medico specialista generalmente prende visione anche degli esami medici eventualmente già svolti dalla paziente.

Nella seconda parte della visita procederà con l’esame clinico propriamente detto, che si basa sull’osservazione e la palpazione accurata di entrambe le mammelle.

In base alle rilevazioni effettuate nel corso della visita lo specialista potrà porre una diagnosi e prescrivere la relativa terapia oppure, a seconda del sospetto diagnostico, potrà richiedere la sottoposizione della paziente ad altri esami per ulteriori approfondimenti, tra cui l’ecografia mammaria che verrà svolte nell’ambito dello screening stesso.

L’ecografia mammaria come si svolge?

L’ecografia mammaria è un esame che può essere effettuato in qualsiasi fase del ciclo mestruale, anche se viene preferita la fase post mestruale (5-12 giorno del ciclo).

Non occorre alcuna preparazione specifica.

L’accertamento ecografico è assolutamente indolore e dura 10-15 minuti.

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27 Novembre 2019

La funzione di uno screening allergologico sia nei bambini che nelle persone adulte oggi è più che mai sentito ed ha una grande rilevanza medico sanitaria nella prevenzione e cura delle allergie da inalanti che si rivelano con sintomi di tipo rinitico (raffreddore), congiuntivite occhi rossi con lacrimazione) tosse e difficoltà respiratoria fino ad arrivare a forme di asma (mancanza d’aria).

Per non parlare delle allergie alimentari capitolo oggi sempre più presente nella vita quotidiana delle persone (giovani e meno giovani). I sintomi che accompagnano questo tipo di allergia sono comuni ed in alcuni casi non facilmente riferibili a questo tipo di patologie, come per esempio:

  • prurito alle labbra;
  • in gola;
  • difficoltà digestive;
  • dolori addominali;
  • diarree.

Ecco perché è importante fin dall’infanzia e negli anni successivi, fare una valutazione clinica nel sospetto di una allergia, con una tecnica semplice e indolore, la quale in pochi minuti può svelarci e chiarirci il nostro status clinico.

Per tale motivo si è deciso proseguendo nel nostro lavoro di prevenzione, di avviare una campagna di screening allergologici, mettendo a disposizione 500 visite allergologiche gratuite comprensive di test clinici, aperte ai ragazzi nella fascia di età compresa tra i 7 anni e i 15 anni compiuti nel 2019.

La visita sarà articolata in una visita generale e anamnesi del paziente, esecuzione dei test e relativa lettura.

Che cos’è l’esame allergologco per inalanti (prick test)? 

L’esame allergologico per inalanti (prick test) è un test compiuto sulla cute che ha il fine di verificare la reazione ad alcune sostanze che possano provocare allergie respiratorie (asma e rinite allergica) come polline, polvere o acari, farmaci.

I risultati dell’esame allergologico per inalanti (prick test) consentono inoltre di predisporre un piano di interventi terapeutici che permetta di controllare e curare i sintomi dell’allergia o, nel caso delle immunoterapie specifiche (vaccini), di intervenire sulla sensibilizzazione allergica.

Come si svolge il prick test?

Durante l’esame allergologico per inalanti (prick test) il medico applica piccole quantità dei vari allergeni sull’avambraccio e pratica una piccolissima “puntura” con aghetti monouso in materiale plastico anallergico.

Quanto dura il prick test?

L’esame allergologico per inalanti (prick test) ha una durata di circa 25/30 minuti.

Norme di preparazione dell’esame

In previsione dell’esecuzione di un esame allergologico per inalanti (prick test) il paziente deve sospendere l’uso di alcuni farmaci – come ad esempio gli antistaminici e i cortisonici sistemici – perché alterano la reattività della cute e quindi il corretto esito del test.

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19 Giugno 2019

Nel mondo occidentale le malattie cardiovascolari (MCV) sono le patologie con maggior incidenza sia in termini di mortalità che di morbilità.

In primo luogo le cardiopatie ischemiche, malattie del cuore causate da alterazioni del circolo coronarico, ma anche le malattie delle grosse arterie (aorta, carotidi, arterie degli arti inferiori), in termini sia di stenosi (restringimenti causati da placche di colesterolo e possibili cause di trombosi/embolia) che di aneurismi (dilatazioni
in forma di sacco, soprattutto a carico dell’ aorta).

Le MCV nella maggior parte dei casi si possono non solo diagnosticare ma anche in qualche modo prevedere. In che modo? Interrogando il soggetto sulla sua storia personale e familiare

Valutando le sue caratteristiche biologiche rivelate da semplici esami del sangue (valori di glicemia, e di quadro lipidico essenzialmente) e da parametri derivabili dalla visita medica (pressione arteriosa, indice di massa corporea e dati derivati dall’ esame obiettivo dei vari organi ed apparati)

Con la valutazione dell’elettrocardiogramma e dell´ecocolordoppler cardiaco, per evidenziare eventuali alterazioni strutturali delle varie componenti cardiache: dimensioni e funzionalità delle camere, alterazioni valvolari o strutturali del muscolo cardiaco, del pericardio, dell’ aorta, e della componente elettrica del cuore: cioè anomalie del sistema
di conduzione, aritmie.

Per questo motivo la campagna di prevenzione appena conclusa (ottobre 2017 – aprile 2018) promossa da Fondazione ATM è stata dedicata allo Screening cardiovascolare per le Beneficiarie di età compresa tra i 25 e i 60 anni.

Il progetto è nato con le seguenti finalità:

  • identificare i fattori di rischio per le malattie cardiovascolari (MCV)
  • identificare eventuali patologie non ancora diagnosticate
  • stilare un profilo di Rischio CardioVascolare (RCV)
  • consigliare comportamenti corretti per modificare gli eventuali fattori di rischio evidenziati

Per soddisfare tali scopi, lo screening ha previsto:

  • una raccola anamnestica (storia personale e della famiglia)
  • una visita cardiologica
  • l’esecuzione di un elettrocardiogramma
  • l’esecuzione di un ecocolordoppler cardiaco
  • un documento cartaceo finale riassuntivo.

Prima di passare all’analisi dei dati va sottolineato che la valutazione dei dati raccolti è corretta solo se basata su studi scientifici rigorosi e validati statisticamente. È con tali studi infatti che si sono determinati i cosiddetti ”FATTORI DI RISCHIO” (FR) per le MCV: studi ossevazionali protratti nel tempo su ampi campioni di popolazione hanno permesso di correlare particolari aspetti metabolici, biologici e degli stili di vita e il successivo eventuale sviluppo di MCV.

Nel nostro screening sono stati considerati e definiti i seguenti parametri di rischio CV:

  • Pressione Arteriosa: valori normali fino a 140/90
  • Peso corporeo valutato come Indice di massa corporea (IMC o BMI): rapporto tra peso e altezza, con questa classificazione di valori:
    • Sottopeso: inferiore a19
    • Normopeso: 19-24.9
    • Sovrappeso: 25-29.9
    • Obesità: lieve 30-34.9; moderata 35-39.9; grave 40 e oltre
  • Dislipidemie (valori normali: colesterolo totale inferiore a 200 mg/dl, colesterolo HDL maggiore di 45, colesterolo LDL inferiore a130, Trigliceridi inferiori a150 mg/dl). I dati sono stati raccolti direttamente se disponibili o indirettamente dall’anamnesi.
  • Alterazioni del metabolismo glicemico definiti come: diabete mellito (DM) per valori di glicemia maggiori di 126 mg/ dl oppure alterata glicemia a digiuno per valori da 100 a 125 mg/dl)
  • Fumo attivo o pregresso: si ricorda che il rischio CV permane elevato entro un anno dallo stop; per altri rischi ad esso collegati, ad esempio tumore polmonare, purtroppo il tempo è molto più prolungato.
  • Familiarità per malattie CV, nello specifico: cardiopatia ischemica (infarto/angina/ interventi di rivascolarizzazione coronarica), aneurismi arteriosi, malattia delle arterie carotidi o degli arti,. Si sottolinea: il rischio CV e´valutabile statisticamente per il soggetto in esame solo se queste patologie sono presenti in familiari di 1 grado: fratelli/sorelle /padre /madre (quindi non
    nonni zii ecc.) e prima dei 55- 60 anni, vale a dire una MCV a esordio precoce nel gentilizio. Il peso di eventuali patologie simili ma a comparsa più tardiva non è validato statisticamente come rischio personale ( il dato è stato comunque raccolto nella nostra anamnesi,e considerato in modo generico, cioè non ”pesato” statisticamente).
  • Abitudini alimentari: dieta equilibrata nelle calorie e nei componenti, soprattutto con largo consumo di vegetali
  • Attività fisica: almeno 30´ di attività` fisica al giorno, continuativa e di moderata intensità, non lavorativa.
  • È stato infine raccolto il dato di ipertensione arteriosa, di dislipidemia, di alterato matabolismo glicidico (diabete– alterata glicemia basale) nel gentilizio di 1 grado, dato che la loro presenza in uno dei componenti del nucleo familiare rende piu probabile lo sviluppo di una identica condizione negli altri. Si ricorda infine che la semplice regola ”0 – 5 – 30”, cioe´: 0 sigarette,
    5 porzioni di vegetali al giorno, 30´di esercizio fisico, secondo studi autorevoli si è dimostrata predittiva di una riduzione del 20 % non solo del rischio di malattie CV, ma anche di tumori. Questi valori sono stati utilizzati nello screening come punti di riferimento per valutare gli stili di vita (fumo- abitudini alimentari -attività fisica).
  • Stabiliti questi punti fondamentali, ecco i risultati dello screning effettuato sui 332 soggetti esaminati (età media 47 anni – min 27 – max 67)

 

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19 Giugno 2019

Per l’uomo

Nelle sue fasi iniziali, il tumore della prostata è asintomatico e viene diagnosticato in seguito alla visita urologica, che comporta esplorazione rettale, o controllo del PSA, con un prelievo del sangue.

Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età : le possibilità di ammalarsi sono molto scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre vengono diagnosticati in persone con più di 65 anni.

Il tumore della prostata è uno dei tumori più diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 15% di tutti i tumori diagnosticati nell’uomo: ma il rischio che la malattia abbia un esito nefasto non è particolarmente elevato, soprattutto se si interviene in tempo.

Lo dimostrano anche i dati relativi al numero di persone ancora vive dopo cinque anni dalla diagnosi – in media il 91% – una percentuale tra le più elevate tra i tumori, soprattutto se si tiene conto dell’età avanzata dei pazienti e quindi delle altre possibili cause di morte.

Svolgimento della visita urologica per l’uomo

L’urologo cercherà di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni sul paziente, sul suo stato di salute e sulle sue abitudini.

Dopo questa prima fase, detta di anamnesi, si passa alla visita urologica vera e propria, che per gli uomini consiste innanzitutto nella valutazione del basso addome e dei genitali esterni. Verrà effettuata la palpazione della prostata per verificarne le dimensioni, la consistenza ed eventuali anomalie.

Per facilitare questo compito è bene che il paziente, in occasione della visita urologica, messa a disposizione dello specialista tutti gli esami effettuati fino a quel momento in relazione ad un eventuale problema urologico pregresso.

Preparazione: presentarti con la vescica piena, bere una bottiglietta d’acqua da 1/2 litro mezz’ora prima della visita.

ATTENZIONE: lo screening è rivolto solo ai beneficiari, quindi agli uomini direttamente iscritti a Fondazione ATM, non ai coniugi di dipendenti o persone iscritte.


Alcune regole di prevenzione

Nella prostata sono presenti diversi tipi di cellule, ciascuna delle quali può trasformarsi e diventare cancerosa, ma quasi tutti i tumori prostatici diagnosticati originano dalle cellule della ghiandola e sono di conseguenza chiamati adenocarcinomi (come tutti i tumori che hanno origine dalle cellule di una ghiandola).

Oltre all’adenocarcinoma, nella prostata si possono trovare in rari casi anche sarcomi, carcinomi a piccole cellule e carcinomi a cellule di transizione.

Nella genesi del carcinoma prostatico ha importanza primaria la familiarità: genitori, zii, fratelli.

Altrettanto importante è lo stile di vita: fumo, alimentazione ricca di grassi animali e povera di fibre aumenta la possibilità di contrarlo; si ipotizza un’azione favorente dell’infiammazione della ghiandola prostatica.

Molto comuni sono le patologie benigne che colpiscono la prostata, soprattutto dopo i 50 anni, e che talvolta provocano sintomi che potrebbero essere confusi con quelli del tumore.

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19 Giugno 2019

Per la donna

Al contrario di quanto comunemente si crede, la realtà dei fatti è che:

  • le malattie di cuore sono le malattie più frequenti nelle donne
  • il 40% delle morti femminili è dovuto a infarto e ictus
  • le donne muoiono molto di più a causa delle malattie cardiovascolari che per tutti i tumori messi insieme, compreso il tumore del seno
  • l’allungarsi della vita media porta le malattie di cuore a rappresentare un’emergenza per la salute delle donne.

Nonostante queste evidenze, la percezione che le donne hanno nei confronti dei pericoli causati dalle malattie di cuore è ancora molto bassa.

Essere consapevoli del rischio permette, invece, di poter mettere in atto una adeguata prevenzione.

La grande maggioranza delle donne, tuttavia, è all’oscuro delle maggiori cause di rischio per una serie di fattori reali.

Svolgimento della visita cardiologica per la donna

Anamnesi.

Si tratta di un vera e propria intervista per la raccolta della storia clinica del paziente, cioè di tutte le informazioni riguardanti il paziente e la sua famiglia che possono essere utili dal punto di vista cardiologico-cardiovascolare. L’Anamnesi deve essere il più approfondita possibile, in quanto, se ben condotta, permette spesso, già di per se stessa, di farsi un’idea abbastanza precisa del tipo di patologia (o non patologia) con cui ha a che fare.

Esame obiettivo.

È l’analisi di tutte le caratteristiche fisiche e semeiotiche del paziente, utili dal punto di vista cardiovascolare.

Attraverso l’ispezione (=osservazione), la percussione, la palpazione e l’ascoltazione, eventualmente combinate, a seconda dei casi, con manovre particolari che il cardiologo ritiene utili per la diagnosi, si ricostruisce un quadro fisico-obiettivo cardiovascolare del paziente che aggiunge un importante tassello all’anamnesi per proseguire nella strada del completamento della visita cardiologica;

L’Ecocardiografia color-doppler.

E’ rapidamente diventata, nel corso degli anni, una delle metodiche diagnostiche più utilizzate per la diagnosi delle principali patologie cardiache.

L’esame, del tutto indolore e non invasivo, si basa sull’utilizzo di ultrasuoni e permette di valutare l’anatomia e la funzionalità del cuore; L’esame fornisce informazioni sulla sua contrattilità, sulla morfologia delle valvole cardiache e sul flusso del sangue all’interno delle cavità. Per eseguire l’esame non è necessaria alcuna preparazione.

ECG.

Consiste nella registrazione grafica dell’attività elettrica del cuore.

ATTENZIONE: lo screening è rivolto solo ai beneficiari quindi alle donne direttamente iscritte a Fondazione ATM, non alle coniugi dei dipendenti o pensionati iscritti.


Alcune regole di prevenzione

  1. Praticare regolarmente esercizio fisico riduce la comparsa dei fattori di rischio cardiovascolare; l’attività fisica, inoltre, aiuta a migliorare il tono dell’umore (riducendo
    ansia e depressione che possono comparire in menopausa), scoraggiando l’abitudine al fumo e riducendo il soprappeso.
  2. Prestare maggiore attenzione alla dieta, privilegiando l’uso di frutta, verdura, cereali, pesce e carni magre, derivati del latte scremati, olio extravergine d’oliva al posto dei condimenti grassi animali.
  3. Non fumare e non abusare di bevande alcoliche.
  4. Qualora compaiano ipertensione, ipercolesterolemia e/o diabete, dovranno essere curati adeguatamente
  5. La terapia sostitutiva ormonale non è in grado di prevenire l’insorgenza delle malattie cardiovascolari; pertanto la somministrazione di ormoni in menopausa deve essere effettuata secondo giudizio medico in donne con specifiche caratteristiche.
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